• FP CGIL del Trentino

800mila vaccini entro ottobre: Cgil c’è

Impegno per 250 lavoratori: subito scudo penale e chiarezza sulla catena di comando


Nei prossimi mesi l’Azienda sanitaria conta di somministrare circa 800 mila dosi di vaccino: pari a 35 – 40 mila a settimana per raggiungere l’obiettivo entro ottobre; un impegno, per i lavoratori, di 220-250 unità a tempo pieno. Questo quanto emerso dalla riunione del 29 marzo col dottor Ferro e il dottor Federici dell’Azienda Sanitaria, che ha coinvolto Gianna Colle, Marco Cont e il segretario della Fp Cgil Luigi Diaspro.

I sindacalisti hanno elencato le necessità dei lavoratori in queste nuove, delicate fasi. «Abbiamo chiesto se si è valutata la possibilità di inserire a supporto, nell’iter vaccinale, anche il personale amministrativo e tecnico e chiesto conto delle assunzioni che ancora non sono avvenute: sia per gli infermieri dove sono ancora attive 3 graduatorie, sia per gli amministrativi e gli altri profili.

Abbiamo ribadito la centralità del ruolo delle assistenti sanitarie e sottolineato che il processo di somministrazione prevede un iter che non può essere tutto sulle spalle di questa figura professionale: il sostegno, non puramente economico, va dato a tutti i coinvolti, stabilendo anche chiaramente la catena di comando, con ruoli e professionisti di riferimento.

Grazie a noi sono stati riattivati i bandi per l’accesso alle “Poa”: prestazioni orarie aggiuntive. Si tratta di ore di lavoro che possono essere svolte oltre a quelle del proprio turno: aver reintrodotto il bando dà trasparenza e diritto di accesso a tutti gli interessati.

È necessario che la Provincia metta a disposizione risorse per riconoscere l’indennità di malattie infettive (già prevista nei decreti nazionali ma non ancora recepita) e risorse fresche per il rinnovo dei contratti. Fatto questo, convocando i sindacati si possono creare condizioni più attraenti per il Trentino, fidelizzando i professionisti e mettendo così fine al continuo turnover a cui assistiamo da tempo.

Serve anche introdurre lo scudo penale per i professionisti che eseguono i vaccini ma anche per tutti gli operatori sanitari. Fp Cgil e Fp Cgil Medici e Dirigenza specificano, però, che questo non deve diventare uno scudo dalla responsabilità civile per le strutture sanitarie: sarebbe come eliminare il diritto al risarcimento dei cittadini e degli operatori stessi, vittime dell’assenza dei presidi di protezione, soprattutto nella prima fase pandemica».

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