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Assistenza domiciliare, ci si cambia sui pianerottoli

Tra le tante conseguenze dalla pandemia c’è l’aumento dei servizi a domicilio, da fornire a persone contagiate. Gli operatori che lavorano in questo settore devono seguire attente procedure per non contrarre la malattia e per non rischiare di trasportare il virus da un posto all’altro. Per questo, all’inizio e alla fine di ogni servizio, presso ogni abitazione visitata è necessario indossare e togliere gli adeguati dispositivi di protezione. Ma – è chiaro – nelle case non esistono ambienti appositamente sanificati o “Covid-free”. Così operatrici e operatori si cambiano sui pianerottoli: ambienti non dedicati a questo e dunque non adeguatamente sanificati. La procedura, poi, porta a frequenti malumori nei condomini. Per tutto questo, Roberta Piersanti (Fp Cgil), Ermanno Ferrari (Fisascat Cisl) ed Elisa Orempuller (Uil Fpl) si uniscono alla presa di posizione delle cooperative che lavorano nel settore: «Ci associamo alla loro richiesta che l'ente pubblico appaltante provveda a garantire ai lavoratori la sicurezza dovuta, individuando luoghi idonei alle operazioni di cambio; siano essi spazi fisici diversi da quelli attuali oppure spazi resi sicuri a seguito di procedure di sanificazione. È evidente che tute, mascherine e camici non possono essere indossati nell'appartamento del malato».

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