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Eremo: “cassa” per ulteriori 90 dipendenti

Serve un confronto con la provincia per tutte le strutture del sistema sanitario


La Funzione pubblica Cgil, con i referenti del settore Gianna Colle e Marco Cont, ha incontrato, nel pomeriggio di ieri 14 maggio 2020, i vertici della Casa di Cura Eremo di Arco in videoconferenza, per verificare la possibilità di trovare un accordo rispetto alla richiesta aziendale di aggiungere ulteriori 90 lavoratori alla cassa integrazione, già in essere presso l’Istituto, dovuta al perdurare dell’emergenza Covid. Nella riunione si è concordato che il verbale che si andrà a sottoscrivere riporterà le stesse indicazioni di quanto già concordato in data 8 aprile con la Fp Cgil, ovvero che l’Azienda anticiperà la cassa integrazione in deroga, che i lavoratori potranno optare per utilizzare periodi di ferie, al fine di avere minori decurtazioni dello stipendio, che verrà garantito il criterio della rotazione del personale.

«Abbiamo chiesto e ottenuto – spiegano Colle e Cont - che l’Azienda conceda la possibilità ai dipendenti coinvolti di essere messi a disposizione, sempre su base volontaria, presso altre strutture, al fine di evitare la cassa integrazione e avere uno stipendio pieno. Ai dipendenti che saranno oggetto della cassa e che ne faranno richiesta l’Azienda erogherà una sorta di prestito, da restituire in 36 rate mensili, a copertura del differenziale stipendiale, da restituire a partire dalla fine della “Cig”».

Durante la discussione è inoltre emerso che l’attività chirurgica, ortopedica, cardiologica e neurologica programmata, generalmente effettuata in Apss, riprenderà nei prossimi giorni, in quanto ci sarà una ripresa graduale delle attività dovuta alla fase 2. I pazienti post operati, in questi casi, potrebbero usufruire di un percorso di riabilitazione in strutture come questa dell’Eremo. «È a tal proposito che abbiamo proposto di prevedere una richiesta di incontro col presidente Fugatti, l’assessora Segnana e il Dipartimento salute, per provare a definire un percorso, che comprenda però tutte le strutture del sistema sanitario trentino, in un’ottica di coinvolgimento e coordinamento, che vada a rafforzare le sinergie del sistema a favore dell’utenza, delle strutture sanitarie e non, nonché dei dipendenti. Il Dipartimento Salute, cui abbiamo riferito anche dell’ulteriore disponibilità della Casa di cura Eremo alla messa a disposizione del personale Oss e infermieristico in Cassa Integrazione presso le case di riposo, ove ve ne sia la necessità, ha manifestato interesse al progetto, assicurandoci a breve un incontro specifico sul tema. Un percorso che auspichiamo si concretizzi in un coinvolgimento effettivo del sindacato per affrontare questa fase delicata dell’emergenza per la riapertura di alcuni servizi fondamentali per il territorio».

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