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Infermieri, nessuna opposizione da Cgil

Se Segnana vuole derogare al contratto, deve però dare precise garanzie


Bloccate le assunzioni degli infermieri: cosa succede? Lo spiega la Fp Cgil col segretario generale Luigi Diaspro e i referenti di settore Gianna Colle e Marco Cont. La Fp Cgil non si è opposta all’assunzione di infermieri proposta dell’Azienda Sanitaria, al contrario ne ha auspicato la rapida assunzione per portare altri professionisti a sostegno dei tanti che sono allo stremo negli Ospedali e nelle Case di Riposo. Gli infermieri dell’ultimo concorso potrebbero prendere subito servizio in Azienda sanitaria. Tra loro molti sono quelli che hanno già un posto di lavoro nelle Case di riposo. Il passaggio all’Azienda sanitaria ha dei vantaggi: in termini di prospettive di professionalizzazione ma anche a livello di condizioni contrattuali. Non è nuovo il caso, in passato è successo più volte, che i concorsi in azienda sanitaria abbiano messo in difficoltà le case di riposo, svuotandole di professionisti. Ma c’è una differenza sostanziale col passato: la pandemia. Ebbene, dove si è arenata la contrattazione intavolata ieri tra i sindacati e l’Azienda sanitaria? L’Azienda è pronta ad assumere ma non vuole mettere in difficoltà le case di riposo. La soluzione che ha proposto è dunque quella di assumere i professionisti in graduatoria ma, per quelli che sono già dipendenti delle Apsp, disporre una sorta di “comando automatico” nel loro attuale posto di lavoro. Detto ancora più semplicemente: sei dipendente di una Casa di riposo; vinci il concorso; ti assumo in Azienda sanitaria. Diventi formalmente dipendente dell’Azienda sanitaria ma ti ri-colloco temporaneamente nella tua Casa di riposo. «In un momento così drammatico per i servizi sanitari e socio sanitari sul territorio, la Fp Cgil intende assumersi tutte le responsabilità per scelte anche impegnative, non si può guardare ciascuno al proprio orticello di consenso. Abbiamo pertanto offerto disponibilità ad un accordo che sbloccasse la situazione a favore di tutti i soggetti in campo, ma abbiamo chiesto garanzie per i lavoratori coinvolti e per i servizi da assicurare sia nelle Case di Riposo che in Azienda Sanitaria. Se occorre derogare alla volontarietà del comando, previsto dal contratto collettivo, occorre delimitare un perimetro di garanzie per i lavoratori coinvolti, sia per le Apsp che per l’Azienda Sanitaria. Tuttavia l’Apran e l’azienda ci hanno posto di fronte a un “prendere o lasciare” che, insieme all’opposizione di altre sigle, non ha consentito alcun esito positivo. Certo tutto sarebbe più facile se, come chiediamo da anni, i contratti collettivi Apss e Apsp fossero parificati nel sistema retributivo e indennitario oltre che giuridico e non esisterebbero differenze tra Case di riposo e Azienda sanitaria».

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