• FP CGIL del Trentino

Lo stato di agitazione e il possibile sciopero dei Comparti Pubblici

Grave e incomprensibile l’ostilità della giunta provinciale:

Lo stato di agitazione e il possibile sciopero dei Comparti Pubblici

esclusiva responsabilità del Presidente Fugatti


Fp Cgil, Flc Cgil, Cisl Fp, Cisl Scuola, Uil Fpl Sanità, Fenalt, Nursing Up Provincia Trento, Satos del Trentino hanno formalizzato questa mattina al Commissario del Governo e agli enti dei comparti pubblici – Autonomie Locali, Scuola, Sanità e Ricerca – la proclamazione dello stato di agitazione del personale di tutti i comparti, attivando le procedure per il tentativo di conciliazione previsto dalla legge.


E’ una strada obbligata, dato il perdurare dell’assenza di risposte della giunta sui tanti temi che affliggono i comparti pubblici trentini, a partire dal blocco dei rinnovi contrattuali 2019/2021 scaduti il 31/12/2018.


Malgrado le tante iniziative unitarie di questi anni per sollecitare lo stanziamento delle risorse necessarie si è arrivati all’ultima legge di stabilità utile con il mero consolidamento dell’indennità di vacanza contrattuale, uno schiaffo in faccia ai quasi 40.000 dipendenti pubblici trentini e rispettive famiglie.


Stracciato il Protocollo di Intesa del 2020 firmato dallo stesso Fugatti che prevede lo stanziamento di 67 milioni a regime per il 2019/2021, ignorati i distinti finanziamenti necessari per il personale docente delle istituzioni scolastiche provinciali, per le progressioni di carriera e per la revisione dell’ordinamento professionale, per le indennità di funzione nella sanità, per la proroga, almeno fino a giugno 2022, dei contratti sull'organico “covid” nella scuola e almeno fino a dicembre 2022 nella sanità. Il DDL di stabilità per il 2022 prevede esclusivamente risorse per il triennio 2022/2024: di fatto si concretizza il blocco triennale dei contratti pubblici trentini, un fatto politicamente e amministrativamente rilevante che rappresenterebbe un precedente inaccettabile per la nostra Autonomia speciale.


Rammentiamo per l’ennesima volta la direzione opposta seguita dal governo nazionale, che ha radicalmente cambiato rotta sul pubblico impiego rispetto al passato, stanziando risorse già negli anni 2019, 2020 e 2021 per un aumento medio del 4,07%, riconoscendo gli anni di precariato e gli scatti programmati nella scuola, stanziando risorse per i professionisti della sanità ed ora, con la manovra 2022, incrementando finanziamenti per accessori, assunzioni e valorizzazione professionale.


Come pure in Alto Adige il triennio 2019/21 è stato completamente finanziato e con l’attuale manovra ci sono già le risorse per il triennio 2022/2024.


In questo quadro è oggettivamente impossibile non stigmatizzare una scelta politica ben precisa che tende a mortificare e dequalificare l’intero settore pubblico sul territorio a favore di altri settori di maggiore interesse e consenso elettoralistico.


Nelle assemblee di posto di lavoro e, per ultimo, nel corso della manifestazione provinciale unitaria del 26 ottobre in piazza Dante a Trento, Infermieri, Oss, Tecnici, Operai, Amministrativi, Funzionari, Polizia Locale, Forestali, Vigili del Fuoco, Cantonieri, persone che hanno assicurato e assicurano i servizi sul territorio anche a costo di gravi sacrifici personali hanno espresso tutta la loro amarezza e delusione, e hanno dato ampio mandato al Sindacato per contrastare con ogni mezzo queste scelte punitive.


A chi parla di possibili mediazioni rispondiamo con la voce dei lavoratori: nessuna mediazione è possibile, il triennio 19/21 va finanziato e rinnovato come nel resto del Paese, i lavoratori pubblici del Trentino non sono secondi a nessuno!



L. Diaspro – C. Mazzacca – B. Pallanch – S. Galli – G. Varagone – M. Valentinotti – C. Hoffer – E. Montefusco


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