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Nuovi operatori nelle Rsa dalle Cooperative:garanzie e tutele per i lavoratori

«Siamo dentro a un’emergenza nell’emergenza: l’assoluto bisogno di personale nelle case di riposo dove il livello di contagio certificato tra gli operatori, a oggi, è del 10% circa ma, includendo assenze per quarantena, altre malattie e altri istituti contrattuali, arriva al 25% di assenze totali. Una scopertura enorme in un quadro di personale già ridotto all’osso e con picchi ben oltre il 25% in alcune strutture». Sono le parole del Segretario generale della Fp Cgil Luigi Diaspro.

Tra gli strumenti di reclutamento in atto c’è il possibile impiego del personale di cooperative che già gestiscono, in affidamento/convenzione dall’ente pubblico, servizi di assistenza domiciliare e che in questo periodo sono soggetti a riduzione o sospensione delle attività. «Abbiano posto precise condizioni per la massima tutela di questi lavoratori, per evitare il ripetersi di alcune situazioni di grave sottovalutazione del rischio che abbiamo sin qui registrato presso alcune Apsp, a partire dalla tutela della salute e sicurezza come conditio sine qua non, e quindi la dotazione di adeguati dpi, mascherine e camici in primis.

In secondo luogo, la volontarietà come elemento di garanzia per la consapevolezza dell’alto rischio che queste prestazioni comportano. Quindi una formazione tempestiva e preliminare del personale coinvolto sugli aspetti maggiormente rilevanti quali il corretto uso dei dpi, modalità di trasmissione del Covid-19 e prevenzione del rischio specifico, oltre che sull’organizzazione e sui protocolli operativi nelle strutture.

Infine, il coinvolgimento di operatori socio sanitari, quindi figure professionali quali Oss e Osa che, pur avendo maturato esperienza lavorativa quasi esclusivamente nell’assistenza domiciliare, possano contribuire in questo grave momento di emergenza a supportare i colleghi delle residenze con le proprie competenze e professionalità specifiche. È inoltre prevista la possibilità di fruire di alloggi che la Provincia ha preannunciato di voler mettere a disposizione».

Questi sono i contenuti del Protocollo d’intesa in fase di definitiva stesura tra Provincia, Upipa, Federcoop, Consiglio delle autonomie locali e Sindacato, che demanda ad accordi successivi tra gli enti il concreto impiego del personale. In questa partita è previsto anche il personale dell’assistenza domiciliare delle Comunità di Valle, per il quale sono agevolmente applicabili gli istituti contrattuali del Comparto autonomie locali per il distacco. In questo caso è tuttavia necessario sottolineare che si tratta di personale con età media alta, spesso sessantenni e/o soggetto a limitazioni, che comportano di fatto una disponibilità limitata. «In ogni caso abbiamo notizie di adesioni, anche qui volontarie, ad avvisi già inviati da alcune Comunità di Valle. Anche in questo caso raccogliamo richieste di adeguata e tempestiva formazione perché possano in concreto essere d’aiuto senza compromettere la propria salute né quella degli ospiti e familiari.

In un’ottica di necessaria tutela e salvaguardia di tutti gli operatori in prima linea, quelli che già ci sono da settimane e quelli che daranno il proprio prezioso contributo nelle prossime settimane, è compito del Sindacato agire con responsabilità, contribuendo a trovare soluzioni senza tuttavia rinunciare all’azione di denuncia per eventuali scorciatoie che, in un periodo obiettivamente molto complicato come quello che tutti stiamo vivendo, mettano in discussione diritti e tutele che non possono considerarsi in quarantena».

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