• FP CGIL del Trentino

Occorrono ulteriori risorse perché la pandemia non è finita

Bonus Covid seconda fase: dimenticata del tutto la seconda ondata e la campagna vaccinale


La Fp Cgil ha sottoscritto in Sanità l’Accordo per la fase 2 del bonus Covid, a beneficio prevalentemente dei lavoratori esclusi dalla fase 1. Sottolinea, però, col segretario Diaspro e coi referenti di settore Colle e Cont, come sia indispensabile trovare ulteriori risorse per il personale tutto affinché si prenda in considerazione non solo il periodo della prima ondata, ma la seconda ondata e l’attuale, oltre alla campagna vaccinale che impegna ulteriormente il settore.

Non sono certo i ristori economici a compensare sforzi di tale portata e per un periodo così lungo come si preannuncia ancora in queste settimane. Per questo è necessario procedere con assunzioni e riorganizzare il sistema sanitario provinciale.

A differenza della prima fase di erogazione del bonus Covid, stavolta c’è stato quanto meno il coinvolgimento dei sindacati completamente esclusi in precedenza. Abbiamo sottoscritto l’accordo per sbloccare risorse per i lavoratori, ma ribadiamo, occorrono ulteriori risorse perché la pandemia purtroppo continua a impattare violentemente le strutture sanitarie del territorio.

Ricordiamo che beneficeranno del bonus II fase coloro che hanno lavorato per almeno 15 giorni, anche non consecutivi, nel periodo dal 17 marzo al 31 maggio 2020, in base alle ore effettive di lavoro. Sono ricompresi i compiti particolari come ad esempio drive through, monitoraggio/sorveglianza, assistenza domiciliare etc. per i quali sono state stanziate ulteriori risorse.

La Fp Cgil sottolinea inoltre come dai settori amministrativi e tecnici pervengano grida si allarme perché considerati, in ogni caso, personale di serie B, soggetto a costanti disparità di trattamento. «Mentre, giustamente, si affrontano a livello politico le questioni relative alla carenza e ai carichi esorbitanti nelle professioni sanitarie - duramente impegnate in prima linea - per le altre figure professionali sembra mancare la dovuta attenzione e valorizzazione e si procede – in modo disinvolto – addirittura con processi di vera e propria esternalizzazione». La macchina dell’assistenza sanitaria è complessa e necessita della collaborazione di moltissime figure. Per questo amministrativi e tecnici vedono con allarme anche le richieste, da parte di alcuni gruppi di professionisti, tese a instaurare contrattazioni separate, corporative. «La macchina sanitaria va avanti con tutte le professioni. Senza gli amministrativi, solo per fare un esempio, non si sarebbero potute fare le assunzioni necessarie durante la pandemia, non si sarebbe portata avanti la parte amministrativa e burocratica di ogni singolo intervento. Per questo risulta tuttora grave non aver ricompreso questi lavoratori neppure nel piano vaccinale in atto, malgrado i contatti diretti e indiretti con utenti per il front office o per il supporto alle attività interne».

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