• FP CGIL del Trentino

P.a. - lavoro agile – Da Spinelli buoni propositi, ma senza contratto non si va da nessuna parte

Le Organizzazioni Sindacali Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl EE.LL. e Fenalt, con i Segretari Luigi Diaspro, Beppe Pallanch, Marcella Tomasi e Maurizio Valentinotti hanno incontrato questa mattina l’Assessore Spinelli, con i Dirigenti L. Comper e S. Fedrigotti, per la presentazione del Piano Strategico per la promozione del lavoro agile in Trentino, tra il 30 e il 70% delle attività smartabili.

E’ un tema che sta particolarmente a cuore al Sindacato e alle lavoratrici e ai lavoratori, che può rappresentare in forma strutturale e non più emergenziale un cambiamento epocale del rapporto di lavoro e che presuppone un passaggio, anche culturale, dal mero adempimento formale al lavoro per obiettivi e fasi improntato a fiducia ed autonomia, in grado di impattare positivamente su efficacia ed efficienza, sull’ambiente, sulla conciliazione vita-lavoro dei lavoratori.

In attesa di conoscere il testo completo del documento e data l’importanza del tema, ribadiamo la necessità della massima condivisione del percorso e della regolamentazione, all’interno della contrattazione collettiva, degli istituti di tutela quali orario di lavoro, flessibilità, agibilità e permessi, formazione, valutazione e controlli, disconnessione, buoni pasto, etc.

Per gli stessi motivi abbiamo ribadito l’inaccettabilità di una situazione di stallo completo sul rinnovo dei contratti del sistema pubblico provinciale che determina, oltre che un danno ingiusto dal punto di vista economico, l’impossibilità di rendere concreto il progetto presentato.

Altrettanto inaccettabile è voler subordinare l’adozione del lavoro agile nelle P.A. trentine a maggiori flessibilità e/o a vere e proprie modifiche dell’orario di lavoro: abbiamo ribadito che l’esigenza di maggiore apertura al pubblico va verificata in apposito tavolo, con dati certi, e prescinde in ogni caso dalla modalità con la quale può esser soddisfatta, in presenza o in modalità agile.

Le stesse valutazioni fatte dalla PAT sulla “produttività” dei pubblici dipendenti sia nella fase pre-covid (progetto TelePAT 2.0) sia nell’emergenza epidemiologica (90% dei dipendenti a casa con attività telelavorabili di cui il 66% con propri dispositivi) dimostrano senza dubbio alcuno che la narrazione su fannulloni sdraiati sul divano è infondata e pretestuosa e spesso veicolata dalla stessa politica: il lavoro agile ha assicurato la continuità dei servizi e il raggiungimento degli obiettivi e i risultati attesi.

Per questo riteniamo infelice l’espressione dell’Assessore Spinelli allorché richiama le parti sindacali ad uno sforzo per contribuire a migliorare la reputazione del dipendente pubblico: non c’è alcuna reputazione da recuperare né migliorare. La Provincia Autonoma di Trento si colloca al vertice in Italia per la qualità della pubblica amministrazione (Institutional Quality Index - dati 2019) come confermato dall’ultima edizione dell’EQI (European Quality of Government Index), l’indice europeo che fotografa la percezione dei cittadini sulla qualità del governo regionale realizzato tramite un sondaggio dall’Università di Göteborg e relativo al 2021.

Questa è la reputazione dei dipendenti pubblici trentini! Basta coi pregiudizi, si rinnovino i contratti e si valorizzi il personale.

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