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Premio sanità, Cgil Cisl Uil: “Fugatti si fa beffe anche dei lavoratori impegnati contro il Covid”.

Comunicazione dell’assessora Segnana ai sindacati. Neppure un euro aggiuntivo, ma solo risorse già assegnate al comparto. Per i sindacati “è l’ennesimo scippo. Dalla Giunta nessuna disponibilità alla contrattazione”

Fumata nera sul premio per gli operatori sanitari trentini. Si è svolto oggi il confronto chiesto dai sindacati alla giunta provinciale e l’esito è stato negativo. Piazza Dante, per bocca dell’assessora provinciale alla salute, Stefania Segnana, ha comunicato, infatti, l’intenzione di non stanziare nemmeno un euro in più per finanziare il premio. Le risorse – quindici milioni di euro – vengono recuperate da alcune code contrattuali, dunque da stanziamenti che erano già previsti da apposite delibere provinciali e che dovevano andare già a tutti i dipendenti dell’Azienda sanitaria, compreso il personale sanitario e infermieristico impegnato nei reparti Covid.

“Siamo di fronte ad una presa in giro – dicono i segretari generali di Cgil Cisl Uil, Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti, con i segretari delle categorie del comparto, Luigi Diaspro Fp Cgil, Beppe Pallanch Cisl Fp e Giuseppe Varagone della Uil sanità -. La giunta Fugatti ha il solo scopo di farsi bella agli occhi dell’opinione pubblica. La verità che qui si azzerano le risorse contrattuali destinate a tutti i dipendenti, ad esclusione dei dirigenti medici, vendendole come premio per gli eroi della sanità. Da un parte quindi si prende, e dall’altra parte si dà. Ma non è più nemmeno il gioco delle tre carte, si tratta di un vero e proprio scippo. il gioco infatti ha una somma negativa. E’ fondamentale premiare anche coloro che non sono dipendenti dell’Azienda sanitaria - dal pulimento alla logistica, passando per medici di base e personale delle Apsp - ma non lo si può fare scippando dei loro soldi i dipendenti della Apss. E’ assurdo e probabilmente illegittimo”.

Per i sindacati la strada era fare come stanno facendo in altre regioni d’Italia, ad esempio Toscana e Emilia Romagna, coerentemente col protocollo nazionale tra Stato, Regioni e organizzazioni sindacali. “Nessuno contesta l’opportunità di premiare il personale che ha operato a tutti i livelli durante l’emergenza Codi. Ma riteniamo che vada finanziato con risorse aggiuntive. In più questo premio deve essere riconosciuto non solo al personale sanitario che è stato in prima linea, ma a tutti i dipendenti della Apss che con il loro lavoro hanno supportato questi colleghi”.

“Se l’esecutivo ha realmente intenzione di riconoscere l’impegno di queste lavoratrici e di questi lavoratori, oltre la demagogia, - concludono i sindacalisti - allora misuriamoci sui fatti. Noi siamo pronti a discutere, come stanno facendo in Alto Adige, ma solo se la Giunta metterà risorse aggiuntive vere e se ci sarà una reale disponibilità a recepire anche le nostre proposte”.

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