• FP CGIL del Trentino

Primi per i servizi, ultimi per i rinnovi

Con la Legge di Bilancio 2021 la giunta, ancora una volta, non ha stanziato alcuna risorsa per il rinnovo dei contratti pubblici provinciali, con la conseguenza che, ad oggi, per il settore ci sono zero risorse per il triennio 2019/2021. A livello nazionale le risorse, seppure ancora insufficienti, sono state stanziate nel corso di finanziarie successive e rappresentano in ogni caso un primo risultato concreto ed esigibile. Trento resta ultima ed è dunque necessario chiarire – nel corso dell’ultimo anno di vigenza dei contratti da rinnovare – le intenzioni della Giunta.

Per questo motivo le OO.SS. Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl EE.LL. hanno avanzato apposita richiesta al Presidente Fugatti. «Tutta la Pubblica Amministrazione trentina – scrivono i segretari Luigi Diaspro (Cgil), Beppe Pallanch (Cisl) e Marcella Tomasi (Uil) - necessita di essere rinnovata attraverso regole contrattuali e un vero confronto sui temi dell’organizzazione, della qualità e dell’efficienza dei servizi pubblici; senza nuovo personale sono a rischio l’apertura degli uffici e le prestazioni - tra le più efficaci dell’intero Paese - che in Trentino sono sempre state garantite ai cittadini; il tema della sicurezza nei servizi pubblici essenziali è fondamentale per la salute di operatori e utenti e per la continuità dei servizi».

Sono di alcuni giorni fa le dichiarazioni del presidente del Consorzio dei Comuni Gianmoena sull’esiguo numero di segretari comunali, denuncia già fatta dal sindacato in tempi non sospetti: ma questa è solo la punta dell’iceberg della scarsità di personale degli enti locali, che non può essere risolta col ricorso al lavoro in somministrazione.

I servizi pubblici hanno mostrato la loro insostituibilità nel corso di questa pandemia, dalla Sanità alle Apsp alla Ricerca a tutti i Servizi Pubblici di Provincia, Comuni e Comunità di Valle. Potenziare la Pubblica Amministrazione - volano per crescita e occupazione - è fondamentale per garantire ripresa economica e tenuta sociale.

«Innovazione, assunzioni, sicurezza. Questi i temi improcrastinabili che s’impongono nell’agenda politica. È necessario rinnovare i contratti, intervenendo doverosamente sulle retribuzioni. Occorre intervenire sul sistema di classificazione per riconoscere professionalità acquisite e aggiornare e rimodernare il vecchio ordinamento che risale al 2000 e non risponde più alla sfida che ci aspetta e, allo stesso tempo, disegnare uno scenario di maggiore attrattività per i giovani che hanno investito nello studio e nella professionalizzazione. È necessario stanziare le risorse per il rinnovo dei contratti. È infine necessario – concludono Diaspro, Pallanch e Tomasi - che il confronto prosegua sull’organizzazione degli Enti, sui servizi ai cittadini e sulle riforme istituzionali».

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