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Rinnovo dei contratti pubblici, Fugatti sembra non trovi le risorse tra quelle concesse dal Governo

Tra le risorse riconosciute dal Governo alla PAT Fugatti sembra non trovi quelle per il rinnovo dei contratti pubblici: l’ennesimo smacco le lavoratrici e i lavoratori pubblici trentini.

Apprendiamo che il presidente Fugatti, nel presentare al Consiglio le scelte per l’utilizzo delle ingenti risorse riconosciute dal Governo nazionale alla PAT a seguito del mancato gettito causato dall’emergenza sanitaria, non abbia fatto alcun cenno al rinnovo dei contratti pubblici scaduti il 31 dicembre 2018.

Sui 217 milioni disponibili, è previsto un accantonamento di 52 mln per la definizioni di alcune partite ancora aperte con il Governo, 72 mln destinati ad opere stradali, le altre risorse per turismo, commercio e artigianato delle valli, industria, cooperazione, agricoltura, solo poi Sanità, Agenzia del lavoro, Itea e Fondo di riserva dei Comuni e, fanalino di cosa, la Ricerca.

Nulla sui contratti pubblici né sul riordino degli ordinamenti professionali.

Rammentiamo al presidente Fugatti che i primi 20 milioni, già stanziati con la finanziaria provinciale 2020 per il rinnovo dei contratti pubblici, sono stati prima sospesi, e poi usati per l’emergenza della pandemia. Quelle risorse servivano a “coprire” poco più dell’indennità di vacanza contrattuale, regolarmente erogata a livello nazionale sin da aprile 2019.

Rammentiamo anche che il Protocollo d’Intesa tra Pat e Confederazioni Cgil, Cisl e Uil del 13 gennaio 2020 prevede stati di avanzamento per rinnovare i CCPL 19/21: con la compensazione dello Stato per il mancato gettito provinciale non ci sono più alibi: non rinnovare i contratti pubblici diventerebbe una chiara scelta politica non più supportata dalla mancanza di risorse.

Infondati anche i vari tentativi, sin qui praticati, di contrapporre al comparto pubblico le condizioni di altre categorie del lavoro privati. La P.A. può e deve rappresentare uno strumento insostituibile di sostegno allo sviluppo e alla ripartenza del territorio, e va pertanto rafforzata e valorizzata, non screditata agli occhi dell’opinione pubblica. E’ sulla P.A. in particolare nella grave situazione emergenziale ancora irrisolta, che ricadono tutte le attività di prevenzione, salute, controlli, erogazione welfare, tutela e sostegno per cittadini e imprese.

Per questo bisogna rinnovare i contratti, valorizzare il personale, assumere giovani, stabilizzare i tanti precari, sino a reinternalizzare servizi fondamentali per il territorio, restituendo dignità ad una categoria di lavoratrici e lavoratori che svolge un ruolo di qualità, ampiamente riconosciuto dalle statistiche nazionali.

Il pubblico impiego trentino ha dimostrato grande determinazione e capacità di mobilitazione a sostegno della propria professionalità ed efficienza, per questo le OO.SS., oltre agli approfondimenti legali, hanno già inviato specifica richiesta per essere convocate a breve per chiarire le intenzioni di Fugatti e Giunta.

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