• FP CGIL del Trentino

Risposte parziali, avanti con le iniziative di mobilitazione

Nel primo pomeriggio è stato organizzato un ulteriore incontro dopo quello che, stamattina, aveva coinvolto i segretari confederali e i vertici provinciali. Alla riunione del pomeriggio hanno partecipato le sigle del pubblico impiego Fp Cgil, Flc Cgil, Cisl Fp, Cisl Scuola, Uil Fpl Sanità, Fenalt, Nursing up e Satos da un lato, il vicepresidente Tonina, l’assessore Spinelli e il dirigente Fedrigotti dall’altro.

«Ci è stato ribadito – spiegano i segretari Luigi Diaspro, Cinzia Mazzacca, Giuseppe Pallanch, Stefania Galli, Giuseppe Varagone, Maurizio Valentinotti, Cesare Hoffer ed Ennio Montefusco - che oltre all’emendamento presentato dalla giunta provinciale nei giorni scorsi, con stanziamento a regime di risorse per il triennio contrattuale 2019 – 2021, ci sarà un ulteriore emendamento, anch’esso presentato dalla giunta (stamattina) che prevede il rifinanziamento del premio Covid, ma non lo si quantifica e si stabilisce che sarà solo per il settore sanità, lasciando dunque fuori case di riposo ed altri enti del settore socio sanitario assistenziale impegnati anch’essi dalla ripresa della pandemia.

Su tutti gli altri temi aperti, ovvero arretrati, ordinamento professionale, progressioni di carriera, stabilizzazione del personale Covid, indennità personale sanitario, 11° mese di apertura per il personale delle scuole dell’infanzia, non ci sono risposte neppure parziali o interlocutorie. Letteralmente, ci dovremmo fidare di quanto detto da Fugatti stamane in aula leggendo la propria relazione al bilancio ovvero che, per quanto riguarda gli arretrati, provvederà con l’assestamento di bilancio 2022. Alla domanda diretta: “a quanto ammonta tale arretrato?” l’assessore ha ribadito che la giunta non è in grado di dare cifre, in quanto la pandemia ha comportato oneri che andranno in qualche modo a incidere su tale partita, dunque non tutti gli arretrati saranno pagati. In parole molto semplici: per gli arretrati oggi le risorse non ci sono e, in fase di assestamento, saranno oggetto di una valutazione unilaterale di Fugatti, rispetto alla quale i lavoratori e le lavoratrici si dovrebbero fidare».

Argomenti che, in assenza di garanzie esigibili, costringono i Sindacati alla conferma dello sciopero e alla mobilitazione del 16 dicembre. «Ribadiamo il valore della nostra mobilitazione, che non può essere in alcun modo derubricata a questione meramente economica – seppure l’adeguamento delle retribuzioni, comprensivo degli arretrati sin qui maturati, sia un doveroso riconoscimento del valore del lavoro e non può essere inferiore a quanto fa il governo nazionale per i propri dipendenti pubblici – ma che pretende di affermare la dignità delle persone che stanno assicurando salute, cura, istruzione, sicurezza, sostegno a cittadini e imprese soprattutto in questi anni di grave crisi sanitaria, economica e sociale.

I sindacati sono già al lavoro per l’organizzazione della mobilitazione, con l’assemblea generale della scuola al Cinema Roma e il concentramento dei comparti delle autonomie locali, sanità e ricerca davanti al Commissariato del Governo. Da lì partirà un unico corteo che attraverserà Via Perini, Via Giusti, Via Prepositura sino poi al presidio davanti al palazzo della Regione.

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