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Rsa: tutelare la salute di chi lavora

Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl intervengono nuovamente sulla grave estensione dei contagi nelle case di riposo, che ogni giorno coinvolge sempre più strutture e sembra inarrestabile, anche perché le misure di contrasto messe in campo non sono adeguate, alla luce delle segnalazioni che da più parti arrivano. Occorre garantire i servizi, ma occorrono certezze sulla fornitura adeguata di dispositivi di protezione individuale.

«Veniamo informati che ancora oggi ci sono strutture in cui le mascherine in dotazione sono quelle a suo tempo distribuite dalla Protezione Civile e che hanno originato infinite polemiche circa la loro reale efficacia. Agli operatori della rsa Sacra Famiglia di Rovereto, nonostante reiterate richieste di sostituzione di questo tipo di mascherine - anche alla luce delle dichiarazioni provinciali circa la disponibilità di dpi idonei per le tutti i lavoratori in prima linea - è sempre stato risposto che le mascherine chirurgiche verranno fornite solo in caso di presenza di pazienti o operatori positivi al Covid. Cioè troppo tardi.

È intollerabile che in strutture non ancora raggiunte dall’epidemia si lesini su mascherine e tamponi. Come anche a Predazzo dove si lamenta, oltre a carenza e inadeguatezza di dpi e tamponi, l'assenza di un coordinamento efficace tra i soggetti in campo.

Nelle rsa in cui il virus ha fatto il suo ingresso non è stato possibile il suo contenimento: l’evidenza dei fatti lo ha dimostrato. Va quindi fatto il possibile per tenere fuori l’epidemia da queste strutture: fornendo idonei dpi al personale e garantendo tamponi preventivi a tutti gli operatori.

In questo ultimo senso sappiamo che si è mossa la Apsp di Transacqua, che essendo ancora immune dal virus ha fatto richiesta all’Apss di tamponi per tutti gli operatori. I lavoratori, nostro tramite, si sono uniti alla richiesta perché sanno che la loro sicurezza è la sicurezza degli ospiti, oltre che di tutti noi.

C’è ormai una divaricazione assoluta tra proclami di interventi e misure di sicurezza e quanto stiamo registrando nei posti di lavoro, ogni giorno. A questo personale occorrono parole di verità per il rispetto dovuto al loro lavoro e al rischio concreto che si stanno assumendo»

Queste le dichiarazioni di Luigi Diaspro, Beppe Pallanch e Marcella Tomasi, Segretari generali delle categorie delle funzioni pubbliche di Cgil, Cisl e Uil.

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