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Salute, Sicurezza, Assunzioni, Rinnovo dei contratti - VOLANTINO

Il ruolo dei servizi pubblici deve essere riconosciuto coi fatti e non a chiacchiere! Presidio dei servizi pubblici venerdì dalle 11 alle 12:30 in piazza Dante a Trento



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La nuova ondata pandemica continua a dimostrare l’insostituibilità dei servizi pubblici in campo sanitario, socio sanitario, assistenziale, educativo, della sicurezza, di sostegno ai cittadini e alle imprese. Occorre garantire sicurezza, DPI, assunzioni per organici stremati da turni massacranti e decimati dai contagi, valorizzare lavoro e ruolo col rinnovo dei contratti, la revisione del sistema di classificazione del personale per riconoscere professionalità e competenze. Oggi è il Sindacato a insistere sulla necessità di un cambiamento radicale investendo su innovazione, competenze, riforma delle carriere mentre la politica continua col dibattito anacronistico sul fatto che il solo tenere le persone in un ufficio di per sé determina produttività. Sulle assunzioni – ferma la disponibilità di Fp Cgil, Cisl Fp e Fenalt a procedere anche con deroghe contrattuali temporanee pur di dare supporto a Sanità e Case di Riposo – denunciamo da anni l’assenza di un tavolo di confronto in cui si discuta di fabbisogni e programmazione, e neppure la pandemia e le risorse stanziate dal Governo hanno consentito ai sindacati di comprendere la direzione di marcia della Giunta in tema di Sanità pubblica e privata, di investimenti nella medicina territoriale, di potenziamento della prevenzione e delle cure domiciliari. Sulla sicurezza continuano le grida di allarme e preoccupazione per condizioni di lavoro e dispositivi di protezione insufficienti o inadeguati: i servizi pubblici sono essenziali e vanno assicurati, ma è obbligo del datore di lavoro garantire sicurezza e prevenzione! Le cose non stanno come la narrazione quotidiana racconta: laddove necessario non vengono neppure adottate mascherine FFP2 al posto delle chirurgiche. Sul rinnovo dei contratti pubblici nella legge di bilancio provinciale per il 2021 non è stanziato neppure un euro: il Trentino continua a intestarsi un primato che è un disvalore assoluto di fronte a una delle pubbliche amministrazioni più avanzate a livello nazionale. Mentre si discute in queste ore sull’insufficienza delle risorse per il rinnovo dei contratti nazionali già stanziate, la Giunta Fugatti insiste nell’atteggiamento punitivo mettendo zero risorse in manovra, limitandosi a un tardivo riconoscimento della vacanza contrattuale dovuta in realtà sin dall’aprile 2019. Sui sistemi di classificazione occorre superare inquadramenti professionali desueti, non rispettosi del ruolo e delle competenze effettivamente svolte e inserire le nuove figure professionali. Sulle relazioni sindacali serve restituire ruolo e valore al confronto, alla contrattazione, per gestire meglio la transizione verso l’innovazione a partire da organizzazione del lavoro, salute e sicurezza. Nella grave situazione del Trentino i lavoratori pubblici hanno agito con grande responsabilità: settore educativo, assistenti sociali, polizia locale, previdenza e assistenza, medici, infermieri, tecnici, operatori sanitari e sociosanitari, lavoratori della sicurezza e di tutti i servizi. Questi lavoratori meritano un rinnovo dignitoso del loro Contratto di Lavoro. Il Trentino dovrà essere attrezzato sia dal punto di vista della progettazione e sia della spesa dei Fondi Europei. Questo processo impatterà sulle nostre pubbliche amministrazioni a tutti i livelli. È necessario e urgente valorizzare, rafforzare e sostenere il lavoro delle persone che si occuperanno anche di gestire quegli investimenti, con assunzioni, formazione, attivazione di nuove sinergie col mondo della ricerca, con un’innovazione che parta dalla digitalizzazione e dall’incrocio delle banche dati ma fondata sul lavoro delle persone. Un servizio pubblico inadeguato sarebbe inevitabilmente oggetto di una controffensiva del mercato privato. Invitiamo il Presidente Fugatti e tutta la Giunta a evitare, in un momento così drammatico, di percorrere l’ingenerosa strada della contrapposizione e della sterile demagogia sui dipendenti pubblici. Certamente risorse per le categorie in difficoltà, lavoratori e imprese, ma se, come dichiarato dallo stesso Presidente, la P.A. trentina ha mostrato – dalla sanità alle case di riposo a tutti i servizi pubblici sul territorio – prova di grande professionalità e capacità nel periodo del lockdown, occorre essere conseguenti e dare risposte e valorizzare anche questi lavoratori, che hanno fatto e fanno tuttora sforzi enormi per garantire i servizi, mettendo spesso a rischio la propria salute e quella dei propri cari.

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