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Smart working: Fp Cgil fa il punto

Dalla Provincia al più piccolo dei comuni, un questionario per capire come sta funzionando e pensarne l’applicazione nel post emergenza


Dal più grande dei dipartimenti provinciali al più piccolo dei comuni, l’emergenza Covid-19 ha prodotto una fortissima accelerazione nel ricorso allo “smart working”, sempre più spesso tradotto con “lavoro agile”. Un fenomeno le cui dimensioni consentono di fare alcune valutazioni e vedere cosa sta funzionando e cosa no, capire come questa nuova modalità dovrà trovare declinazione nella contrattazione collettiva post emergenza. Per questo la Funzione pubblica Cgil del Trentino ha preparato un questionario che somministrerà, con strumenti informatici, ai lavoratori dei servizi pubblici trentini. In una prima fase saranno coinvolti Provincia ed enti strumentali, comunità di valle, comuni, fondazioni e professioni amministrative della sanità. Successivamente si indagheranno le funzioni centrali dello Stato: Inps, Inail, Agenzia delle entrate, Commissariato del governo.

Poi ancora altri settori. Luigi Diaspro, segretario generale della Fp Cgil, spiega: «Da tempo sosteniamo che il ricorso al lavoro agile può portare significativi vantaggi soprattutto nella conciliazione tra vita professionale e familiare. Finora, però, in un quadro di limiti e condizionalità, è stato complicato ragionare con gli enti sull’ampliamento di questi strumenti. La pandemia da questo punto di vista ha determinato l’adozione generalizzata, per via legislativa, del lavoro agile come modalità ordinaria di lavoro nella pubblica amministrazione. Vanno dunque, a questo punto, indagati i benefici prodotti in termini di conciliazione dei tempi famiglia lavoro ma, altrettanto, se e come si possono verificare casi in cui il lavoro finisce, al contrario, per erodere gli spazi della vita privata. Inoltre, non secondario, come e se lo strumento abbia prodotto l’avvio concreto di quel processo di semplificazione e innovazione sin qui sempre annunciato ma poi declinato in termini demagogici o quasi esclusivamente sanzionatori (Legge Brunetta e simili) .

Il questionario che invieremo ai dipendenti pubblici ci consentirà di valutare la qualità del lavoro, della vita, la produttività, l’adeguatezza delle tecnologie. Potremo capire, più in generale, se il sistema della pubblica amministrazione trentina è pronto. Se vi sono sufficienti elementi positivi, la nuova forma di lavoro potrebbe essere portata avanti anche dopo l’emergenza e, in ogni caso, ancora per un buon periodo visto l’evolversi della pandemia. Chiaramente, si possono abbattere costi economici e ambientali tra cui quelli degli spostamenti del personale, aumentare le iniziative per la formazione a distanza e molto altro ancora, in uno scenario in cui il tema dei diritti dei lavoratori deve trovare un proprio spazio di discussione. Sarà interessante capire, anche, come si sostanziano verifiche e controllo del lavoro, a distanza, da parte delle amministrazioni».

I questionari saranno diffusi a partire da oggi e i lavoratori saranno invitati a rispondere entro martedì 28 aprile. Ci si avvarrà di una tecnologia che funziona attraverso Google.

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