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Verifica della certificazione Family Audit della Provincia Autonoma di Trento

FP CGIL, CISL FP, UIL FPL e FENALT chiedono in una nota ufficiale la verifica della certificazione Family Audit della Provincia Autonoma di Trento. Con la circolare n. 6 di recente emanate, e che entrerà in vigore il prossimo 29 giugno, disattesi tutti i principi della certificazione: uno scandalo per questa Provincia che si poteva fregiare di aver proposto il primo piano di welfare aziendale sul territorio e che ora si rimangia tutto in nome della pandemia. La provincia: ➢ Impone un orario obbligatorio su 5 ore fisse da prestare o nella fascia mattutina o nella fascia pomeridiana, che non sono conciliabili con i tempi dei (pochi) servizi all’infanzia e ai bambini/ragazzi sotto i 16 anni e nemmeno con i servizi conciliativi destinati alla disabilità e agli anziani. ➢ Non persegue alcun miglioramento dei servizi (“crescita aziendale”) ma, al contrario, compromette l’organizzazione degli uffici che - nelle attuali e consuete fasce orarie - hanno continuato ad erogare i propri servizi a tutti i cittadini e alle imprese trentine;

➢  Compromette seriamente la conciliazione dei tempi di vita dei dipendenti;

➢  Costringe l’uso del mezzo proprio anziché il mezzo pubblico per raggiungere il proprio posto di lavoro perché in alcuni orari ed in alcuni territori non sono presenti i mezzi pubblici in orari utili a raggiungere il proprio luogo di lavoro secondo le nuove turnistiche.

➢ La tutela della salute e sicurezza dei dipendenti in questa fase di rientro in sede può essere perseguita con ben altre modalità, che non impattino così gravemente sul benessere territoriale, dei dipendenti e delle loro famiglie e sulla conciliazione dei tempi di vita, a partire dall’individuazione dei servizi indifferibili da rendere in presenza e conseguente predisposizione di un piano di rientro in sede di contingenti mirati di personale, supportati in ogni caso dal lavoro in smart working con il quale i dipendenti hanno dato prova in questi mesi di sapere garantire qualità ed efficienza dei servizi, e ciò almeno fino alla fine del periodo di emergenza (31 luglio 2020) entro il quale, per le PP.AA., il lavoro agile è previsto come modalità ordinaria di svolgimento delle attività (art. 87 Cura Italia). In allegato il testo integrale della nota.

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